la visita neurologica era diventata "ginecologica", un medico di trieste condannato a 2 anni e mezzo per molestie


La Cassazione ha confermato la condanna al dottore 70enne: esplorazioni manuali vaginali e rettali unite a palpeggiamenti

- TRIESTE - Nel corso di una visita specialistica aveva sottoposto una paziente «a palpeggiamenti e esplorazioni manuali vaginali e rettali». Di primo acchito non pare esserci niente di strano, non fosse che si trattava di una visita neurologica. E così un neurologo triestino è stato condannato dalla Cassazione a due anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata, dato che quelle «manovre» non fanno in alcun modo «parte del protocollo di una visita neurologica».

Senza successo il dottore, Alberto C. (70 anni) ha contestato, innanzi alla Suprema Corte, la condanna inflittagli nel 2008 dalla Corte di Appello di Trieste. «Quelle manovre - ha sostenuto - potevano essere inutili ma non a sfondo sessuale: lo scopo libidinoso è solo una percezione della paziente che durante la visita è rimasta silente e non ha avuto alcuna reazione».

Insomma, quella visita "particolare" sarebbe stata - questa la tesi difensiva del camice bianco - «una normale visita mal interpretata dalla paziente». Ma la Cassazione ha bocciato questa tesi rilevando che il neurologo non era nemmeno stato in grado di spiegare «per quale paventata patologia aveva sottoposto la donna a quel tipo di indagine non necessaria nel corso di una visita neurologica».

«L'aggressione alla libertà sessuale della paziente - ha sottolineato la Cassazione - è avvenuta con repentinità insidiosa che ha sorpreso, nel corso di una normale visita medica, la donna e vanificato ogni sua possibilità di autodeterminazione: in questo contesto, la signora non ha avuto modo di manifestare il suo esplicito dissenso».

cade dal suo wii fit nintendo, ha un nervo leso, ora amanda ha 10 orgasmi al giorno


- GRAN BRETAGNA - E' caduta dalla Wii Fit Board e adesso ha dieci orgasmi al giorno. E' la stupefacente storia - riportata nelle pagine del britannico Daily Star - della ventiquattrenne inglese Amanda Flowers, che con un fatidico capitombolo ha danneggiato seriamente il proprio sistema nervoso e ora, da appassionata del videogioco Nintendo, è diventata una sorta di passionale ninfomane.

Come sia potuto accadere, non è ancora chiaro, ma il medico di Amanda ha diagnosticato una rara «sindrome da eccitazione sessuale persistente», generata da un nervo che si è lesionato durante la rovinosa caduta. Adesso Amanda si trova con un insaziabile appetito sessuale e qualsiasi vibrazione, che sia quella di un cellulare o di un robot da cucina, le provoca un aumento dell'eccitazione irrefrenabile e improvviso.

Amanda, residente a Manchester e single da poco, ha spiegato al giornale che «per ora non esiste una cura per tale sindrome: posso solo lavorare sulla respirazione per riuscire a tenere sotto controllo gli orgasmi».

a 13 anni ragazza di udine si fotografa nuda e inviava foto porno a compagni di classe


Tolmezzo, studentessa voleva in cambio ricariche telefoniche Indagati in 34 (29 minorenni), traffico dal Friuli al Veneto

- UDINE - A 13 anni inviava proprie foto porno in cambio di ricariche del cellulare, prima ai compagni di scuola, poi a numerosi altri giovani in Friuli e Veneto. La vicenda è stata scoperta dai carabinieri di Tolmezzo (Udine) che hanno sequestrato decine di telefonini, chiavette Usb e hard disk di computer con foto e brevi filmati porno della ragazzina.

I sequestri sono stati fatti su su ordine della Procura della Repubblica di Tolmezzo e della Procura della Repubblica per i minorenni di Trieste, che hanno iscritto 34 persone nei registri degli indagati per reati relativi alla pornografia minorile: 29 indagati sono minorenni e cinque hanno da poco tempo superato i 18 anni. L'inchiesta è scattata nei mesi scorsi sulla base di una serie di elementi che i carabinieri hanno acquisito controllando il mondo giovanile in alcuni comuni della fascia collinare friulana.

Le due Procure hanno così deciso di tenere sotto controllo una serie di numeri telefonici e hanno scoperto che la ragazza, che all'epoca frequentava la scuola media, trasmetteva le foto porno (nelle quali il viso non era visibile) e brevi filmati in cambio di ricariche del cellulare.

troppo stress da lavoro per le elezioni regionali, giovane veneziano candidato per l'italia dei valori si butta dal quarto piano: è grave


primo dei non eletti nell'Italia dei Valori, sarebbe entrato in consiglio. I genitori: «Schiacciato dalla responsabilità»

- VENEZIA - Ha tentato il suicidio, gettandosi dal terrazzo del suo appartamento, al quarto piano di un condominio di via Motta a Mestre, un giovane rappresentante dell'Idv che era risultato il primo dei non eletti alle recenti elezioni comunali di Venezia.

Il ragazzo, Andrea Renesto, uno studente di ingegneria di 27 anni, si è salvato ma è in gravi condizioni. Sono stati i genitori - riferiscono i quotidiani locali - a ipotizzare che il figlio abbia tentato di uccidersi perché si sentiva «schiacciato dalla responsabilità» di dover entrare nel consiglio comunale di Venezia, nonostante la mancata elezione. Renesto, infatti, sarebbe probabilmente entrato nell' assemblea municipale di Ca' Farsetti in surroga di uno dei consiglieri dell'Italia dei Valori eletti che verrà nominato nella nuova giunta comunale di Giorgio Orsoni.

Il giovane si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale All'Angelo di Mestre.

piccolo "miracolo" americano, furgone portavalori perde 100 mila dollari per strada, la gioia immensa dei passanti hanno invaso la via


- Abitanti dell'Ohio si sono tuffati come pesci sul carico caduto in strada

- CHICAGO - Abitanti dell'Ohio si sono gettati come degli affamati sul carico caduto in strada da un camion senza che il conducente se ne accorgesse: un sacco contenente 100 mila dollari in contanti.

Dopo essere caduto dal furgone blindato a Whitehall, località della periferia di Columbus - hanno riferito diversi media locali - il sacco si è aperto e immediatamente un nugolo di persone si sono precipitate sull'insperato regalo.

"La gente è letteralmente saltata fuori dai veicoli - ha detto un testimone alla rete Nbc4 news - Come se si fosse gettato cibo a dei piranha digiuni da lungo tempo".

Un altro testimone ha raccontato le scene di esultanza, con i passanti che ridevano mentre cercavano di raccogliere il maggior numero di banconote possibile: "Si gettavano sui biglietti riempiendosi le tasche più in fretta che potevano". Dipendenti di un negozio di fiori hanno aiutato la polizia a recuperare il denaro, mentre altre persone hanno alla fine restituito parte della somma al commissariato di polizia più vicino. Ma alla fine di tutto, solo 10.500 dollari sono stati recuperati, secondo il giornale Columbus Dispatch. Un episodio analogo era successo sempre a Columbus nel 1987, quando da un furgone blindato era caduto oltre un milione di dollari: la maggior parte della somma non venne recuperata.

che cos'è l'amore oggi? ex marito dopo la separazione chiede e ottiene dalla moglie il rimborso per il seno rifatto


- PARMA - «Ti ho rifatto il seno nuovo, ora che ci separiamo ridammene mezzo». Questo il concetto, naturalmente si parla di soldi. In fase di separazione un uomo ha chiesto e ottenuto dall'ex moglie il rimborso per un regalo, costato 3.500 euro, fatto ai tempi felici del matrimonio perché ora «non può più goderne». Dopo un'iniziale perplessità e resistenza, la donna ha acconsentito.

La vicenda, riferita dalla Gazzetta di Parma, è accaduta nella città emiliana: lui 37 anni, lei 36, entrambi parmigiani, si sono sposati cinque anni fa. Un anno dopo il matrimonio, il marito ha deciso di fare un regalo speciale alla compagna: una mastoplastica additiva, per aggiungere qualche taglia al loro amore. Così la moglie si è rivolta ad un chirurgo plastico, che le ha aumentato il volume del seno. Ma quando la coppia è scoppiata, il marito ha chiesto il rimborso sostenendo che non avrebbe potuto più trarne il beneficio che si aspettava al momento in cui fece il regalo. E così si è rimesso in tasca 1750 euro.

i genitori non pagano la mensa scolastica, pranzo a pane e acqua per otto bambini di una scuola nella provincia di vicenza


Le famiglie non hanno saldato il conto col servizio di refezione a Montecchio Maggiore. L'assessore: «Erano panini imbottiti»

- VICENZA - Pranzo a pane e acqua alla mensa scolastica per otto bambini i cui genitori non hanno pagato la retta al Comune. Se gli otto piccoli alunni, la maggior parte stranieri, hanno mangiato qualcosa di più è grazie ai loro compagni che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. È successo ieri a Montecchio Maggiore (Vicenza), dove il Comune ha deciso di sospendere la refezione scolastica a chi è in arretrato con i pagamenti.

Un'iniziativa che ha lasciato interdette le maestre e la preside della scuola materna ed elementare. «Trovo dispregiativo dare un pezzo di pane - commenta la preside Anna Maria Lucantoni -. Se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi». Ma l'assessore all'Istruzione e alle politiche sociali della giunta di centrodestra Barbara Venturi dice: «Non è giusto non pagare le rette per rispetto di chi ha problemi economici e le versa». E poi oggi precisa: «Non era un tozzo di pane, ma panini imbottiti al prosciutto e al formaggio per quelli che non mangiano carne di maiale».

La controversia va avanti da mesi, da quando la nuova giunta Pdl-Lega scopre che ammontano a 150 mila euro le rette arretrate, in qualche caso fin dal 2002, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica: «Non avevano mai neppure iscritto i loro figli al servizio di refezione», puntualizza l'assessore. Il Comune allora fa affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento: entro il 15 marzo.

L'ultimatum viene comunicato anche con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbani. Risultato: tutti gli insolventi pagano, tranne nove famiglie e otto dei loro figli (uno nel frattempo si è trasferito) da ieri si trovano nel piatto un panino e una bottiglietta d'acqua.

scrivono: «torna da me» a roma l'ultima trovata via sms dalle squillo per tenersi buoni i "clienti"


- scoperto un giro di case chiuse. tra le altre iniziative "promozionali" ragazze diverse ogni settimana

- ROMA - Un sms che invita i "clienti" a tornare. E' l'ultima trovata delle squillo che operano nelle case chiuse, come quella in zona di piazza Bologna scoperta e chiusa dai carabinieri.

La responsabile pretendeva 1/3 dell'introito a prestazione (sui 100-150 euro l'una) e chiedeva alle ragazze di essere contattate sul telefonino con un numero riconoscibile. In questo modo, in caso di mancato ritorno del cliente, utilizzano il numero per inviare un sms che li invita a tornare.

Attraverso gli annunci su quotidiani, invece gli agenti della squadra mobile hanno chiuso un'altra casa di appuntamenti. Grazie ad una organizzazione "imprenditoriale", le giovani, ecuadoregne o sudamericane tra i 23 e 26 anni, che lavorano nei due locali a piano strada devono alternarsi ogni settimana. Il lunedì è il giorno del passaggio di consegne, con chiavi e numeri di telefono.

Mentre guardaroba e kid da squillo è a carico delle prostitute, all'affitto ci pensa il tenutario - in questo caso un ecuadoregno, nell'altro una colombiana, entrambi arrestati - che pretende 50-100 euro al giorno dalle ragazze che occupano l'alloggio. Individuate anche altre case chiuse, alcune a Terni, a Latina ed Eboli.

succede in gran bretagna, un tir "distratto" sfreccia in autostrada con un'auto attaccata al paraurti


- LONDRA - Un Tir corre in autostrada. Niente di straordinario, non fosse per il fatto che ha un'auto messa di traverso davanti al paraurti della motrice. È il contenuto di un video, filmato probabilmente in Gran Bretagna, in rete da pochi giorni e capace di attirare già centinaia di migliaia di contatti. Caricata solo lunedì, la clip - che dura 22 secondi - conta già oltre 320mila visite. Un vero e proprio boom.

un uomo di bolzano morto 37 anni fa, ma non per la rai che gli chiede ancora il canone


- Il figlio incredulo: «Mi sembra impossibile dover perdere del tempo per dimostrare che non dobbiamo pagare nulla»

- BOLZANO - È morto ormai da 37 anni ma ha ricevuto un'ingiunzione per il pagamento del canone Rai. È accaduto a Bolzano. Sono stati i familiari dell'uomo, Franco Cavallari, deceduto nel 1973, a segnalare il caso al giornale Alto Adige.

«Quando abbiamo aperto la busta, abbiamo pensato a uno scherzo feroce» ha detto Piero, il figlio del bolzanino. «Mio padre - ha raccontato l'uomo - è venuto a mancare nel 1973. Da allora, mia madre ha sempre pagato regolarmente il canone Rai, ovviamente a nome suo. Sono giorni che giro con questa lettera in tasca, perché non so cosa farci. Mi sembra incredibile dover perdere del tempo per dimostrare alla Rai che mio padre è deceduto e quindi non deve pagare il canone tv del 2010».

È di ieri la notizia di un altro bolzanino, quasi cieco dalla nascita, che non ha il televisore e ha ricevuto un'analoga ingiunzione. Di canone Rai si parla molto in questi giorni in Alto Adige, con l'ipotesi che la Provincia autonoma ampli le proprie competenze anche gestendo la sede locale dell'emittente di stato.